Arcidiocesi di Catania

Arcipretura Chiesa Madre San Nicola

Chiesa S. Maria della Misericordia o dei Bianchi

 

La Chiesa della Misericordia, comunemente denominata Chiesa dei Bianchi o del Bianco per la presenza e l’attività caritativa della confraternita della Misericordia, i cui adepti nell’esercizio delle funzioni vestivano di bianco e secondo G. Zito (vedi Sinaxis XVII/2) erano dei disciplinati, sorge nell'omonima piazza ed è il luogo sacro più antico di Trecastagni accettando come documento probatorio la data del 1302 incisa sulla campana maggiore. Nel XV secolo l'antica chiesa di S. Maria della Misericordia fu rinnovata ed ampliata. Ad essa nel XVI secolo facevano riferimento per l'assistenza religiosa e sacramentale anche gli abitanti di Pedara, privi della loro chiesa distrutta dai terremoti del 1536 e 1537.

Distrutta dal terremoto del 1693 rinacque nella struttura muraria odierna nel 1734, come recita la data incisa sulla trabeazione della porta laterale, ricca degli elementi decorativi esterni in conci lavici e profondamente ristrutturata internamente secondo i canoni estetici del secolo.

La facciata, in intonaco a malta rossiccia anticata, partita da tre lesene e chiusa da una copertura a doppio spiovente, è dominata dal grandioso portale in pietra lavica finemente lavorato e sovrastato da un’ampia finestra. Il tutto proveniente forse dall'antica chiesa demolita. Il portale laterale trova il suo punto di forza nella struttura pilastriforme e nella trabeazione con la scansione di metope e triglifi. Il campanile, non omogeneo alla costruzione per stile e per materiale adoperato, si eleva tozzo ed a pianta quadrangolare, sormontato da una cella campanaria a prisma ottagonale concluso da una piramide con la stessa base.

                                                                                                    

L’interno, composto da una sola navata e restaurato agli inizi della seconda metà del XX secolo in color ocra con modanature in bianco, conserva affrescati il centro della volta a botte con l'Esaltazione dell'Eucaristia ovvero Il trionfo della fede sugli eresiarchi e il fronte dei pilastri perimetrali con motivi floreali policromi modulari.

 

L’abside è il centro d’attenzione maggiore di tutto l’edificio e rappresenta il trionfo dell’architettura settecentesca della chiesa. È a pianta quadrata chiusa da una volta a calotta raccordata da pennacchi angolari occultati dai rilievi in stucco dei quattro evangelisti e decorata con il tema della Misericordia.


L’altare riempie la parete di fondo con il suo impianto prettamente scenografico pur nell’alternanza del bianco e dell’ocra. L’alzato della mensa, lineare nel complesso e decorato da marmo fiorito, è sormontato da quattro colonne ibride e surreali nell’ideazione e nella realizzazione per la mistione del tortile e del levigato e l’applicazione del metodo della specularità sia all’interno della singola coppia di colonne sia nel complesso strutturale dell’alzato. Il timpano, accennato dagli spigoli alla base, si risolve in due figure di angeli sostenuti da nuvole stilizzate a vortice e indicanti il monogramma di Maria nella trasparenza del vetro colorato dell’oblò dell’abside. Al di sopra si estende la cupoletta divisa in quattro sezioni da pilastri in stucco e finto marmo, delle quali tre occupate da bassorilievi in gesso bianco su fondo azzurro.

Nella nicchia coperta dalla pala d’altare della Misericordia, squisita opera pittorica di Tullio Allegra (1862-1934), si conserva il gruppo settecentesco della Misericordia, in legno dorato, composto da tre personaggi: Padre Eterno, Gesù Cristo e la Madonna. Proprio questo gruppo fu portato in processione per le vie di Catania durante l’eruzione del 1669.

Quattro sono gli altari laterali in marmo fiorito e stucco. Sulla destra quelli di san Francesco di Paola, e di santa Lucia, sulla sinistra quelli di san Michele Arcangelo, oggi con una tela della Presentazione al tempio, e del Crocifisso. Quest’ultimo di fattura settecentesca e dalla forte espressività scenografica presenta ai lati della croce i gruppi in gesso dell’Addolorata e della Maddalena, di Giovanni e di Giuseppe d’Arimatea.
 

 Non conserva accessibile, invece, la cripta funeraria, fatta chiudere dalla Sovrintendenza durante il restauro.

 


(Notizie tratte dalla pubblicazione del prof. Pietro Finocchiaro: Pluralità iconografica della “Misericordia” nella chiesa dei Bianchi – Trecastagni - Ed. Fratelli Chiesa 2013)

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