Arcidiocesi di Catania

Arcipretura Chiesa Madre San Nicola

Interno


La chiesa è a pianta basilicale a
tre navate a croce latina, separate da arcate romaniche sostenute da 12 pilastri in pietra nera dell’Etna culminanti nei due archi trionfali, notevoli per proporzioni e bellezza. Il transetto separa la navata centrale dall’abside e quelle laterali dagli absidi minori e dalla cappella di San Nicola.

Il progetto, secondo alcuni studiosi, si ritiene sia stato realizzato da Domenico Gagini, allievo del Brunelleschi, e portato a termine dal figlio Antonello, che cambiò parzialmente il progetto paterno sostituendo le colonne con pilastri, più resistenti alle sollecitazioni sismiche (due monconi di colonne sono collocati all’interno del vestibolo d’ingresso).

Lo stile della chiesa richiama alle opere rinascimentali fiorentine che il Gagini ebbe modo di osservare ed ammirare durante il suo soggiorno a Firenze, particolarmente la cappella de’ Pazzi e la chiesa di Santo Spirito, opere entrambi del Brunelleschi.

Dall’ingresso principale, dopo un breve vestibolo, chiuso da un pregevole cancello in ferro, si accede alla navata centrale, sostenuta da archi e pilastri in pietra lavica che convergono verso un grande arco trionfale in pietra lavica.

Il tetto della navata è a botte, interrotto da lunette finestrate nelle quali sono allocate vetrate istoriate con le figure degli Apostoli, mentre nel prospetto interno una vetrata raffigura il Cristo Pantocratore.

Nell’abside centrale si possono ammirare il maestoso altare maggiore settecentesco in marmo intarsiato, il coro ligneo anch’esso settecentesco, e soprattutto posto sull’altare maggiore, troneggia un eccellente organo a canne realizzato nel 1725 e rimaneggiato nel 1824 da Giovanni Patanè da Acireale, contenuto in una ricca cassa lignea dorata e preceduto da una balaustra lignea.

Le navate laterali, ornate anch’esse da pilastri e archi in pietra lavica, conservano molte opere: nella navata destra si trovano la tela seicentesca della SS. Vergine del Rosario, l’altare e la statua di S. Giuseppe, opera lignea del settecento; la cappella del Sacro Cuore di Gesù degli inizi del novecento e, la tela settecentesca dell’Incoronazione di Maria SS.; l’altare, la tela e la statua lignea settecentesca della Madonna del Carmelo.

La navata destra si conclude nella cappella del SS. Crocifisso, adornata alle pareti da stucchi in gesso attribuiti alla scuola del Serpotta, rappresentanti scene della passione, e con al centro la scena della crocifissione, in cui spicca il Crocifisso ligneo del settecento.

Nel soffitto vi è un pregevole affresco raffigurante “Il Cristo nell’orto del Getsemani”, attribuito a Pietro Paolo Vasta, pittore acese del ‘700.

Nella navata sinistra si trovano: il fonte battesimale settecentesco in marmo di Taormina, vi acquisì, con il battesimo, piena vita cristiana la Venerabile Lucia Mangano nativa di Trecastagni. Sopra il fonte battesimale vi è collocata la pala che raffigura il Battesimo di Gesù, opera di A. Cirinnà (1953); la tela che raffigura San Nicola benedicente opera di G. Zacco.

L’altare e la tela ottocentesca copia del S. Michele Arcangelo di Guido Reni, eseguita da Michele Rapisardi; l’altare e la tela raffigurante S. Agata visitata in carcere da S. Pietro, opera di R. Stramondo (1986); la tela settecentesca di Santa Maria della Mercede.
La navata sinistra termina nella fastosa cappella del SS. Sacramento, in cui risalta lo splendido altare in marmo intarsiato del settecento, mentre alle pareti gli stucchi settecenteschi rappresentano temi eucaristici sempre attribuiti alla scuola del Serpotta.
Le due cappelle delle navate minori sono state realizzate entrambe dopo il devastante terremoto che colpì la Valle di Noto nel 1693.

Accanto l’altare del SS. Sacramento vi è l’elegante e aggraziata statua della Madonna di Lourdes che tanta devozione ridesta nel cuore dei fedeli.
Nel transetto, delimitato dai due archi trionfali in pietra lavica, sul lato sinistro si trova un portale in pietra lavica nel quale è inserita una lunetta contenente la formella con “La Deposizione, copia dell'originale del Gagini in Santa Maria del Gesù in Catania, sormontante l'ingresso della sacrestia; nelle quattro finestre sempre con vetrate istoriate sono raffigurati due Apostoli e due miracoli di San Nicola.
Sul lato destro, tramite un arco in pietra lavica, si accede alla cappella di S. Nicola. 
Fino alla metà del ‘900 non poteva definirsi “cappella”, era una modesta “alcova”: l’ambiente, a cui si accedeva da una porta, in quanto l’arco era murato, conteneva soltanto la tela di S. Nicola opera di G. Zacco, incorniciata da un elegante listello di marmo intarsiato e un altare in legno; probabilmente la cappella veniva utilizzata per il servizio di preghiera corale dei canonici.
Durante l’esecuzione dei restauri generali della chiesa, avvenuti nel dopoguerra, che hanno riportato la chiesa all’originale splendore, riportando alla luce la pietra lavica, ricoperta nel seicento con l’intonaco, si decise di prenderla in particolare e doverosa attenzione per agevolare il culto del Patrono tra i fedeli.

La Cappella di San Nicola, in stile uniforme alla chiesa, il cui elemento ricorrente è la pietra lavica, presenta le pareti decorate con otto semplici lesene in pietra lavica sormontate da un cornicione perimetrale dello stesso materiale. I capitelli delle lesene, sono scolpiti con vari temi: lo stemma di S. Nicola (il libro, le tre palle e il pastorale), lo stemma del Comune di Trecastagni e l’indicazione dell’anno di realizzazione del restauro.
L’altare e la pedana sono in pietra lavica, e soprattutto l’altare, con i suoi archi, richiama il motivo ornamentale della navata centrale.

 Una nicchia accoglie il seicentesco simulacro di S. Nicola, che recentemente è stata arricchita da una porta di legno con dei riquadri raffiguranti la vita ed i miracoli di S. Nicola. Il primo a sinistra raffigura il dono della dote alle tre fanciulle destinate alla prostituzione; il secondo a sinistra raffigura S. Nicola che salva i marinai dalla tempesta del mare; il terzo a sinistra raffigura la gloria di S. Nicola ed il suo Patrocinio sulla Città di Trecastagni; il primo a destra rappresenta il miracolo dei tre fanciulli; il secondo a destra rappresenta S. Nicola al Concilio di Nicea del 325 d.c.; il terzo ed ultimo a destra rappresenta l'incontro ecumenico tra la chiesa d'oriente e d'occidente essendo San Nicola il Santo dell’ecumenismo tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa.
Nel 2012, la cappella è stata arricchita con una Sacra Icona che raffigura il Santo Patrono e altre cinque icone che raffigurano i Padri della Chiesa: San Benedetto, San Francesco, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Gregorio Magno.


San Nicola di Bari – Patrono di Trecastagni

 

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