Arcidiocesi di Catania

Arcipretura Chiesa Madre San Nicola

Le reliquie

 

Il corpo di S. Nicola, dopo la sua morte, avvenuta nel 333 d.C. circa, fu sepolto nella città di Myra; durante i secoli la sua tomba divenne meta di numerosi pellegrinaggi, che ne fecero il secondo sepolcro visitato per numero di pellegrini dopo il Sepolcro di Cristo a Gerusalemme.
Nel 1087, prevenendo l’arrivo dei musulmani, che stavano conquistando la Turchia, i quali avrebbero potuto profanare la tomba del Santo, alcuni marinai, tra cui 47 Baresi, si recarono a Myra, dove trovarono il sepolcro custodito da inermi monaci, si impossessarono delle Sacre Reliquie e, a bordo di una nave, le portarono a Bari.
Essendo l’Arcivescovo della città assente, i marinai consegnarono il corpo del Santo ad Elia, Abate del monastero dei benedettini, che decise di far costruire una chiesa con annessa cripta ove custodire il corpo del Santo.
Da allora le Reliquie di S. Nicola sono conservate e venerate nella tomba ubicata sotto l’altare della cripta della Basilica Pontificia di Bari. 

Il Braccio Reliquiario

La prima notizia della presenza della Reliquia di S. Nicola a Trecastagni risale al 1616: in tale data la nobildonna Caterina Paternò fece pervenire al clero trecastagnese le Reliquie di S. Nicola e di S. Alfio.
Si può pensare quindi che negli anni successivi venne realizzato il prezioso braccio reliquiario in argento, che contiene appunto tale Reliquia; la datazione seicentesca dell’opera è stata confermata durante il restauro del braccio, eseguito, con il contributo dell’Amministrazione Comunale nel 2002, dalla ditta artigiana Amato di Palermo: sulla base è stato trovato inciso il secolo di esecuzione, il XVII appunto, e il luogo dove fu eseguita l’opera: la città di Messina.
Esso rappresenta il braccio destro del Santo: al centro è incastonata la teca con la Reliquia, circondata da una corona di angeli. La mano è benedicente, mentre al centro, sotto la teca, è inciso uno stemma gentilizio con la dicitura “Maria Ficera”, che è probabilmente il nome della donatrice del reliquiario.

La Santa Manna

 Il 1° Dicembre 1996 venne accolto a Trecastagni il Priore della Basilica Pontificia S. Nicola a Bari, P. Giovanni Distante, che portò in dono alla Comunità un’ampolla con una piccola quantità della “Manna di S. Nicola”.
La “Manna” è un liquido che trasuda dalle ossa del Santo poste nella tomba a Bari, che viene prelevata ogni anno il 9 Maggio in occasione della festa.
L’ampolla è stata inserita in un reliquiario argenteo, e viene offerta alla venerazione dei fedeli, assieme al Braccio reliquiario, durante i festeggiamenti patronali.

   

 

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