Arcidiocesi di Catania

Arcipretura Chiesa Madre San Nicola

Trecastagni

 

Trecastagni è un comune italiano di 10.626 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Sorge a 586 metri s.l.m. alle pendici sud-orientali del vulcano Etna, ed è uno dei comuni che si trovano alla quota più elevata. Il territorio è collinare ed è circondato da svariati conetti vulcanici di diversa epoca e dimensione (Monte Ilice, Monte Gorna, Monte S. Nicolò, Tre Monti, Monte Serra). La particolare conformazione del territorio circostante, caratterizzato da una forte pendenza verso i sottostanti comuni di Viagrande e San Giovanni la Punta, rende la posizione di Trecastagni particolarmente panoramica: la visuale spazia dalla estremità meridionale della Calabria fino al Golfo di Augusta, nel siracusano.

Il territorio trecastagnese, trovandosi alle pendici dell'Etna ed essendo uno dei comuni al confine tra il continuum abitato dell'area metropolitana di Catania e il territorio del Parco dell'Etna, è poco edificato, e dunque ricco di attrattive naturalistiche.

Nel territorio a nord di Trecastagni si trovano diversi conetti vulcanici: in particolare il monte Ilice ed il monte Gorna sono di notevoli dimensioni. I terreni sulla parte esterna dei conetti sono coltivati a vigneti o ad alberi da frutto (incluso dei castagneti per il monte Gorna). Per entrambi i monti è possibile salire in cima, in modo da poter godere del panorama, e ridiscendere all'interno degli antichi crateri, anch'essi un tempo coltivati, ma ormai abbandonati.

In passato la fossa del monte Ilice, la più grande, accoglieva anche una teleferica (esistente ancora oggi) che permetteva di trasportare i frutti dall'interno del monte alla cima dello stesso. All'esterno del monte Ilice si trova un'antica masseria nella quale Giovanni Verga ambientò il romanzo di successo Storia di una capinera.

Lungo la strada che conduce da Trecastagni alle contrade di campagna, all'altezza di monte Gorna, si trova l'Eremo Sant'Emilia, un piccolo torrione con merlatura in pietra lavica. A metà strada circa tra il monte Gorna ed il monte Ilice, lungo la stessa strada è possibile vedere la Grotta Comune, un anfratto lavico che dà il nome all'intera zona circostante.

Vi si trovano numerosi sentieri che si diramano in diverse direzioni. I boschi circostanti sono prevalentemente abitati da castagni, querce e lecci. Oltre una certa quota, i boschi sono interrotti dalle colate laviche che si sono succedute nel tempo. Queste zone laviche desertiche sono attraversate da vari sentieri, alcuni carrozzabili, che permettono di giungere fino alla strada che conduce dal comune di Zafferana Etnea al Rifugio Sapienza.


Storia

La data di fondazione di Trecastagni è incerta; i primi reperti databili sono degli inizi del XIV secolo. Anche l'etimologia del nome è incerta, e si riscontrano diverse ipotesi:

  • Tres castaneae, nome dell'antico sito in cui si trovavano tre grossi castagni;
  • Tres Casti Agni, ovvero "i tre casti agnelli", con riferimento ai santi martiri Alfio, Cirino e Filadelfo, che sostarono in loco durante il loro trasferimento da Vaste a Lentini, luogo del martirio;
  • Tria Castra, di difficile interpretazione, ma che presumibilmente fa riferimento a tre accampamenti di guerra.

I primi documenti storici (di Frà Michele da Piazza) narrano dell'invasione di Trecastagni da parte di Simone Chiaramonte, nel tentativo di scacciare il generale Artale I Alagona, il primo sostenitore degli Angioini, il secondo filo-Aragonese. L’abitato fu sottoposto alla giurisdizione e al regime tributario del vescovo di Catania fino al 1640, quando venne venduto, insieme a Viagrande, Pedara ed il titolo di principe di Trecastagni a Domenico Di Giovanni, messinese. La Bolla pontificia di Papa Eugenio IV del 31 marzo 1446, parla dell’esistenza di Trecastagni già nel XV secolo, quando il Pontefice elevando a dignità di Collegiata la chiesa di S. Maria dell'Elemosina di Catania, vi aggregava ad essa varie chiese della Diocesi, tra le quali la chiesa di “S. Niccolò” di Trecastagni.

Nel 1667, la chiesa madre di San Nicola di Bari fu creata parrocchia, con il titolo di Arcipretura; a tale data la popolazione di Trecastagni e del territorio che gli era sottoposto, in qualità di Arcipretura, era di circa 5000 abitanti. Dopo il devastante terremoto del 1693, la popolazione crollò drasticamente, e nel 1737 al censimento risultarono presenti circa 2000 abitanti. Nel 1710, Anna Maria Di Giovanni, ultima erede del casato, sposò Don Giuseppe Alliata, principe di Villafranca, e il titolo passò quindi al casato degli Alliata. Nel 1818, con l'abolizione della feudalità, venne costituito comune e capoluogo di mandamento giudiziario ed elettorale, con riserva di un seggio nel Parlamento Generale di Sicilia.

 

Monumenti e Chiese

Il Palazzo dei Principi Di Giovanni fu costruito intorno alla metà del XVII secolo dal primo Principe di Trecastagni, Domenico Di Giovanni. È stato acquistato dal comune verso la fine del XX secolo. Gli interni sono ancora chiusi ed in attesa di restauro: il palazzo, infatti, nel corso del tempo è stato adibito a svariati usi, tra i quali carcere e caserma dei carabinieri.

Trecastagni conserva nel suo territorio alcuni monumenti di rilevante valore artistico. Il Mulino a vento è un antico forte di avvistamento risalente ad un'epoca precedente all'invasione saracena. Durante l'epoca normanna venne riadattato a piccolo mulino a vento; tuttora all'interno è possibile vedere le macine in pietra. A partire dal XVI secolo conserva al suo interno tre cannoni, utilizzati annualmente per segnare l'inizio dei festeggiamenti in onore dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino.
Gran parte delle chiese di Trecastagni risalgono (o sono state ristrutturate) alla fine del XVII secolo, l'epoca d'oro dei Di Giovanni oltre che del terremoto del Val di Noto (1693).

La Chiesa Madre, o matrice, dedicata a San Nicola di Bari fu costruita intorno al 1400 in stile rinascimentale con forti richiami brunelleschiani. L’interno è a tre navate, con transetto, separate da 12 pilastri portanti in pietra lavica dell’Etna. Subì modifiche dopo il terremoto del 1693, in particolare per quanto riguarda il campanile, non in stile con il resto della struttura. Dalla chiesa è possibile godere di un panorama mozzafiato, che spazia dalla Calabria al golfo di Augusta. Notevole è l'architettura degli interni e degli esterni, arricchiti da pregevoli lavori in pietra lavica. La chiesa si trova in cima ad una scalinata monumentale, che conduce dal sottostante Largo abate Ferrara al portale principale della chiesa.


La Chiesa
di Santa Maria della Misericordia, o dei Bianchi, risale anch'essa al 1400, ed anch'essa fu oggetto di restauro dopo il terremoto: tale restauro causò la quasi integrale perdita degli affreschi interni. Anche in questo caso il campanile è successivo alla restante struttura, e lo stile è notevolmente diverso. Pregevoli i portali esterni ed il finestrone frontale che si affacciano sul centralissimo Largo dei Bianchi.

Il Convento dei Padri Minori riformati, con annessa Chiesa di Sant'Antonio di Padova, risale al 1660 e fu costruito con i fondi donati dall'allora principe e dai fedeli. Il convento e la chiesa sono stati recentemente oggetto di restauro; all'interno del convento è possibile ammirare il chiostro, con pilastri in pietra squadrata ed una grande cisterna.

Gli altari all'interno della chiesa sono in legno intagliato di pregevole fattura. Dalla chiesa è possibile accedere ad una stanzetta che era adibita all'imbalsamazione dei cadaveri. Alla destra della Chiesa si trova l'antico cimitero sotterraneo. Dopo l'unità d'Italia, il convento passò allo Stato e fu adibito ad i più svariati usi (tra cui municipio, carcere e scuola elementare).


Il Santuario dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino risale al 1662. È meta di pellegrinaggi dei fedeli, che giungono a Trecastagni durante tutto il mese di maggio. All'interno dei locali della chiesa è possibile visitare un'amplissima collezione di ex voto (attualmente si stimano superiori al migliaio).

Le altre principali chiese sono la chiesa della Madonna dell'Aiuto, lungo la strada che collega Trecastagni a Pedara; la chiesa di Santa Caterina, sita nel quartiere di Gaglianesi; la chiesa di Sant'Andrea, da cui prende il nome il quartiere (il più antico di Trecastagni, detto anche Bonanni); la chiesa delle Anime del Purgatorio (o Sant'Antonio abate), all'ingresso del paese per chi giunge da San Giovanni la Punta, lungo la via Vittorio Emanuele; il Conservatorio delle Vergini, o Collegio Immacolata, nei pressi della Chiesa dei Bianchi; la chiesa di Santa Maria di Tremonti, chiesa di campagna sita nell'omonima contrada; la chiesa di San Benedetto, recentemente restaurata, nei pressi del quartiere Gaglianesi; l'Orfanotrofio delle Proiette, con annessa la Chiesa di San Vincenzo de' Paoli, in cima alla Salita dei Saponari.

Manifestazioni ed attività culturali, sociali ed economiche 

La manifestazione più importante è, senza ombra di dubbio, la festa in onore dei Santi fratelli Alfio, Filadelfo e Cirino, che si svolge nel mese di maggio, ed ha il suo culmine nella settimana del 10 maggio, giorno della Festività Liturgica. L'inizio dei festeggiamenti viene segnato dai ventuno colpi di cannone sparati dal Mulino a vento. Nel mese di maggio, centinaia di pellegrini giungono al Santuario portando ceri, alcuni anche di dimensioni ragguardevoli.

Nella nottata tra il 9 ed il 10 giungono la maggior parte dei devoti, “i nudi”, scalzi, vestiti di bianco e con una fascia rossa sulle spalle, recanti ceri di dimensioni proporzionate alle rispettive capacità economiche.

Le altre manifestazioni si svolgono prevalentemente nel corso dell'estate e consistono in motoraduni, rassegne, la Festa del Castagno (che vede espositori provenienti da tutta la Sicilia con prodotti tipici, in particolare i prodotti e i manufatti del castagno, attività primaria del paese). Le altre attività tipiche sono la coltivazione della vite da cui si producono ottimi vini rossi e bianchi. Numerose sono le cantine vinicole presenti in loco, fiorente è il commercio e l’artigianato locale.

Di rilievo è l'associazionismo teatrale, in particolare è presente la compagnia Principi Di Giovanni, che da 20 anni offre spettacoli sia in paese che in altri comuni siciliani. Sempre in questo ambito, negli ultimi anni la stagione teatrale offerta dal Teatro Comunale ha raggiunto un rilevante spessore, grazie anche alla collaborazione con il Teatro Stabile di Catania.

Tra le altre manifestazioni religiose di rilievo vi è la festa in onore di San Nicola di Bari, patrono della città di Trecastagni e titolare della Chiesa Madre, Arcipretura-Parrocchiale. I festeggiamenti si svolgono nel corso della prima decade di dicembre, di solito la prima domenica del mese, e culminano il giorno 6 dicembre.

La storia della Chiesa Madre è legata a quella di San Nicola e dell'antica festa che si celebrava nel lontano 1600 con sontuosità e con l'esborso di ingenti somme. Presso l'archivio parrocchiale si conserva nei "Libri d'Introito ed Esito" e nelle "Giuliane" del tempo, memoria delle spese per la festa di San Nicola: "Spisi per rotula 14 di pulviri per la festa di San Nicola e per la luminaria" (1616). "Spari di mortaretti e spese per la festa del glorioso Santo Nicolao e per cantare la Missa in musica". Si fa pure menzione, dell'adempimento del Parroco della vicina Zafferana Etnea, la cui parrocchia era filiale della Chiesa Madre di Trecastagni, che offriva come tributo una torcia accesa durante tutto il tempo della celebrazione della Messa solenne nel giorno di San Nicola. La stessa chiesa, ben visibile dal Mar Jonio, molto probabilmente è sorta come Tempio votivo dei marinai, di cui San Nicola è protettore. Alcuni studiosi (Mons. Giovanni Lanzafame, Vito Zappalà Nicolosi) asseriscono che in concomitanza della festa di maggio a Bari, per la rievocazione dell'arrivo delle reliquie da Myra, si celebrasse una ricorrenza anche a Trecastagni, durante la quale "i nudi", dei marinai in abiti succinti, venivano a ringraziare il Santo portando in dono grossi ceri. Sempre secondo tali studiosi, i "nudi" sono gli stessi che successivamente cominciarono a rendere omaggio ai SS. MM. Alfio, Filadelfo e Cirino.

I festeggiamenti, che nel corso del tempo si erano sopiti, ebbero una ripresa nel 1987, in concomitanza con il 900º anniversario della traslazione delle reliquie del Santo da Myra, in Turchia, a Bari. La festa è un momento di forte aggregazione religiosa e sociale per i cittadini e i devoti che indossano un abito bianco in segno di devozione. Il momento clou dei festeggiamenti si ha quando la statua di San Nicola, portata a spalla dai giovani devoti, e le reliquie raggiungono la piazza principale della città, dove viene impartita la benedizione sui fedeli accorsi; i festeggiamenti si concludono con un variopinto spettacolo di fuochi d'artificio e il rientro della processione in Chiesa Madre con la ripida salita fatta a corsa al fervente saluto: San Nicola, Evviva!

Fonte: da Wikipedia l'enciclopedia libera http://it.wikipedia.org/wiki/Trecastagni

 

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