Arcidiocesi di Catania

Arcipretura Parrocchia San Nicola

Interno


La chiesa è a pianta basilicale a
tre navate a croce latina, separate da arcate romaniche sostenute da 12 pilastri in pietra nera dell’Etna culminanti nei due archi trionfali, notevoli per proporzioni e bellezza. Il transetto separa la navata centrale dall’abside e quelle laterali dagli absidi minori e dalla cappella di San Nicola.

Dall’ingresso principale, dopo un breve vestibolo, chiuso da un pregevole cancello in ferro, si accede alla navata centrale, sostenuta da archi e pilastri in pietra lavica che convergono verso un grande arco trionfale in pietra lavica.

Il tetto della navata a botte è interrotto da lunette finestrate nelle quali sono allocate vetrate istoriate con le figure degli Apostoli, mentre nel prospetto interno una vetrata raffigura il Cristo Pantocratore.

Nell’abside centrale si possono ammirare il maestoso altare maggiore settecentesco in marmo intarsiato, il coro ligneo anch’esso settecentesco, e soprattutto posto sull’altare maggiore, troneggia un eccellente organo a canne realizzato nel 1725 e rimaneggiato nel 1824 da Giovanni Patanè da Acireale, contenuto in una ricca cassa lignea dorata e preceduto da una balaustra lignea.

Le navate laterali, ornate anch’esse da pilastri e archi in pietra lavica, conservano molte opere: nella navata destra si trovano la tela seicentesca della SS. Vergine del Rosario, l’altare e la statua di S. Giuseppe, opera lignea del XVII sec; la cappella del Sacro Cuore di Gesù realizzata dall'Arciprete Domenico Torrisi nel 1917 in sostituzione all'altare della natività del Signore, e la tela e la statua lignea del XVII sec della Madonna del Carmelo rimaneggiata dopo il terremoto del 1693 per i danni subiti. 

La navata destra si conclude nella cappella del SS. Crocifisso, adornata alle pareti da stucchi in gesso attribuiti alla scuola del Serpotta, rappresentanti scene della passione, e con al centro la scena della crocifissione, in cui spicca il Crocifisso ligneo del settecento.

Nel soffitto vi è un pregevole affresco raffigurante “Il Cristo nell’orto del Getsemani”, degli inizi del 700 opera del pittore acese Pietro Paolo Vasta. 

Nella navata sinistra si trovano: il fonte battesimale seicentesco in marmo di Taormina, vi acquisì, con il battesimo, piena vita cristiana la Venerabile Lucia Mangano nativa di Trecastagni. Sopra il fonte battesimale vi è collocata la pala che raffigura il Battesimo di Gesù, opera di A. Cirinnà (1953); la tela settecentesca dell’Incoronazione di Maria SS., l’altare, e la tela ottocentesca copia del S. Michele Arcangelo di Guido Reni, eseguita da Michele Rapisardi; l’altare e la tela raffigurante S. Agata visitata in carcere da S. Pietro, opera di R. Stramondo (1986); la tela settecentesca di Santa Maria della Mercede del pittore acese Giacinto Platania.
La navata sinistra termina nella fastosa cappella del SS. Sacramento, in cui risalta lo splendido altare in marmo intarsiato del settecento, mentre alle pareti gli stucchi settecenteschi rappresentano temi eucaristici sempre attribuiti alla scuola del Serpotta.
Le due cappelle delle navate minori sono state realizzate entrambe dopo il devastante terremoto che colpì la Valle di Noto nel 1693.

Accanto l’altare del SS. Sacramento vi è la statua della Madonna di Lourdes acquistata e inaugurata nel 1908 dall'Arciprete Domenico Torrisi in occasione del 50° anniversario dell'apparzione della Madonna a Lourdes. 
Nel transetto, delimitato dai due archi trionfali in pietra lavica, sul lato sinistro si trova un portale in pietra lavica nel quale è inserita una lunetta contenente la formella con “La Deposizione, copia dell'originale del Gagini in Santa Maria del Gesù in Catania, nelle quattro finestre sempre con vetrate istoriate sono raffigurati due Apostoli e due miracoli di San Nicola.
Sul lato destro, tramite un arco in pietra lavica, si accede alla cappella di S. Nicola. 
La Cappella di San Nicola, in stile uniforme alla chiesa, il cui elemento ricorrente è la pietra lavica, presenta le pareti decorate con otto semplici lesene in pietra lavica sormontate da un cornicione perimetrale dello stesso materiale. I capitelli delle lesene, sono scolpiti con vari temi: lo stemma di S. Nicola (il libro, le tre palle e il pastorale), lo stemma del Comune di Trecastagni e l’indicazione dell’anno di realizzazione del restauro.

Una nicchia accoglie il seicentesco simulacro di S. Nicola, nella porta di legno che chiude la nicchia del Patrono vi sono dei riquadri raffiguranti la vita ed i miracoli di S. Nicola. 
Sulla parete destra vi è l'antica tela del 1832 del pittore catanese Giuseppe Zacco un tempo collocata sull'altare della cappella.


San Nicola di Bari – Patrono di Trecastagni

 

Arcipretura Chiesa Madre S. Nicola, Via Arc. Domenico Torrisi, 5 - 95039 TRECASTAGNI (CT) 095 7928374 - Cell: 3482600038 - email: chiesamadre.trecastagni@gmail.com
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