Arcidiocesi di Catania

Arcipretura Parrocchia San Nicola

Le reliquie

 

Il corpo di S. Nicola, dopo la sua morte, avvenuta nel 333 d.C. circa, fu sepolto nella città di Myra e vi restò per circa 750 anni; durante i secoli la sua tomba divenne meta di numerosi pellegrinaggi, che ne fecero il secondo sepolcro visitato per numero di pellegrini dopo il Sepolcro di Cristo a Gerusalemme.
Nel 1087 un gruppo di 62 marinai baresi diretti ad Antiochia per esigenze commerciali, lungo il viaggio meditarono la possibilità di prelevare il corpo di San Nicola, già conosciuto e diffuso in occidente, e di portarlo a Bari (loro si giustificavano dicendo di volerlo salvare dalla mano degli arabi.) Decisero di compiere velocemente l'impresa approfittando della loro vicinanza a Myra dato che avevano saputo l'intenzione dei veneziani, cioè quella di prelevare il corpo di San Nicola per portarlo a Venezia. Così sbarcati nella città in cui il Santo Vescovo operò il suo ministero e numerosi miracoli, si recarono,fingendosi dei pellegrini, verso la Basilica. Arrivati sul posto, dopo una breve orazione, minacciarono i monaci-custodi di farsi indicare il luogo in cui giaceva il corpo del Santo. Arrivati sulla tomba, in gran fretta , la spaccarono e prevelevarono il numero più cospicuo di ossa. Imbarcati, presero il largo alla volta di Bari, dove sbarcarono col sacro corpo il 9 maggio 1087.
Naturalmente, capiamo bene che si trattò di un vero e proprio furto ma dall'altro lato comprendiamo anche che se il sacro corpo fosse rimasto lì in Turchia, probabilmente sarebbe caduto in mano degli Turchi e certamente i monaci - custodi non sarebbero riusciti a difendere le sacre spoglie, proprio come accadde con i baresi e più tardi con i veneziani. A Bari, il corpo del nostro santo Patrono riposa da secoli nella "cripta " ed è proprio lì che il Santo fa sentire la sua presenza rinnovando ogni anno il prodigio della "Santa manna ", estratta dalla sua tomba ogni 9 maggio.
Come già detto sopra, 
nel 1100 una seconda spedizione proveniente da Venezia riuscì a trafugare le restanti reliquie che i monaci avevano collocato in un’apposita cassetta dietro l’altare della chiesa. Come la volta precedente i monaci furono costretti a consegnare le reliquie del nostro Santo, le quali furono portate nella città di Venezia e collocate presso la Basilica S. Nicola del Lido dei pp. Benedettini.

 

Il Braccio Reliquiario

La prima notizia della presenza della Reliquia di S. Nicola a Trecastagni risale al 1610: in tale data la nobildonna Caterina Paternò fece pervenire al clero trecastagnese le Reliquie di S. Nicola e di S. Alfio.


Pergamena del 1610 che attesta l'arrivo delle Reliquie di S. Nicola e S. Alfio.

Da quello che si evince dalla visita pastorale del 1634 la Reliquia venne incastonata in un reliquiario argenteo che non era il prezioso braccio reliquiario in argento che venne successivamente realizzato nella seconda metà del seicento. Esso rappresenta il braccio destro del Santo benedicente: al centro è incastonata la teca con la Reliquia, circondata da una corona di angeli. La mano è benedicente, mentre al centro, sotto la teca, è inciso uno stemma gentilizio con la dicitura “Maria Ficera”, che è probabilmente il nome della donatrice del reliquiario.
Dal 2017, nell' artistico braccio reliquiario, è stata incastonata una seconda teca contenente la Reliquia del Santo donata alla nostra comunità dall' Arcivescovo di Catania Mons. Salvatore Gristina. In modo particolare quella del braccio consiste in una sezione della costola del Santo.


Il frammento del cranio e della rotula di San Nicola, anche questi donati alla nostra comunità nel 2017, sono stati incastonati in due preziosi reliquari donati da alcuni fedeli e devoti del santo; in particolare il frammento del cranio nel reliquiario simile ad un ostensorio realizzato dalla ditta "Amato" di Palermo con il contributo del Dott. Salvatore Pasqualino mentre il frammento della rotula in un medaglione argenteo incastonato nel simulacro del Santo realizzato con il contributo del Circolo S. Nicola. 



La storia di queste "nuove" reliquie è molto particolare e merita di essere raccontata: come già detto prima, gli altri resti del Santo trafugati dai veneziani nel 1100, vennero portati nel 1156 nella Chiesa di San Nicola al Lido a Venezia  retta dai pp. Benedettini; alcune importanti  reliquie (cioè un frammento della costola, una sezione del cranio ed un frammento della rotula) furono donate ai monaci Bendettini del monastro di San Nicolò l' Arena in Nicolosi e questi poi le portarono con loro una volta trasferiti nel nuovo Monastero di San Nicolò l' Arena a Catania.

A seguto della soppressione dei beni ecclesiastici ordinata dal novello stato italiano, l' allora Abate del monastero nonchè Arcivescovo di Catania il Beato Card. Giuseppe Dusmet, desiderso di salvare qualcosa del ricco patrimonio del monastero, le portò con sè in Cattedrale dove fuorno custodite fino al 2017, cadendo nell' oblio e nell' indifferezza di tanti che ne sconoscevano la presenza fino appunto al loro arrivo qui a Trecastagni.

 


 


La Santa Manna

 Il 1° Dicembre 1996 venne accolto a Trecastagni il Priore della Basilica Pontificia S. Nicola a Bari, P. Giovanni Distante, che portò in dono alla Comunità un’ampolla con una piccola quantità della “Manna di S. Nicola”.
La “Manna” è un liquido che trasuda dalle ossa del Santo poste nella tomba a Bari, che viene prelevata ogni anno il 9 Maggio in occasione della festa.
L’ampolla, già custodita in un reliquiario precedente, recentemente è stata posta in un nuovo reliquiario in argento realizzato dalla ditta "Amato" di Palemo con le offerte dei fedeli. 

 

   

 


Arcipretura Chiesa Madre S. Nicola, Via Arc. Domenico Torrisi, 5 - 95039 TRECASTAGNI (CT) 095 7928374 - Cell: 3482600038 - email: chiesamadre.trecastagni@gmail.com
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